Per errore l’altro giorno, anziché la
fioretto, ho comprato la farina di mais bramata, proprio quella che serve a
fare la polenta con la cottura lunga lunga.
L’avevo presa per aggiungerla all’impasto
di biscotti e torte, per diminuire l’apporto di glutine, ma resami
conto dell'errore, subito ho dato un'occhiata su internet per trovare
qualche ricetta, risultato: niente…con la bramata si fa ufficialmente solo
la polenta!
Però io testarda, da quando era in casa
ogni tanto l’andavo a guardare ed ero tentata di provare lo stesso a fare i
biscotti.
Ieri sera mi sono
decisa. Esperimento riuscitissimo, una bella consistenza
granulosa e croccantina, tipo quella dei biscotti ai cereali, e un sapore
ottimo, tanto che ho temuto non arrivassero alla colazione.
La prima arancia colta quest’anno per
l’occasione ha contribuito a far spandere per la casa un odorino
meraviglioso.
Ecco la ricetta fresca fresca:
100g farina mais bramata
200g farina g.duro integrale
200g farina g. duro rimacinata
10g cacao amaro
130 zucchero canna integrale
175 olio mais
Una grattugiata mooolto generosa di
cannella
c.ca 1 cm di zenzero fresco grattugiato
Scorza grattugiata di un arancia piccola
Il succo dell’arancia stessa
c.ca 50 ml di acqua (ma come sempre
provate un po’ alla volta)
Procedimento
Setacciare tutte le farine e il cacao,
aggiungere lo zucchero, l’olio, la scorza e il succo d’arancia e la
cannella. Amalgamare bene prima con il cucchiaio e poi con le mani, in modo da
rendere il composto abbastanza omogeneo, cercando di schiacciare eventuali
grumi. Infine iniziare ad aggiungere l’acqua, pochissimo alla volta,
continuando ad amalgamare finchè non diventa possibile compattare l’impasto in
una palla.
La consistenza risulterà molto morbida e
granulosa, facile da stendere, ma attenzione al passaggio dalla stesura alla
teglia. Io ho steso l’impasto tra due fogli di carta forno lasciandolo
abbastanza spesso, con estrema delicatezza ho messo i biscotti crudi sulla
teglia ricoperta di carta forno, e ho infornato a 180° per circa 15 min.
Gli sbalzi di temperatura nelle ultime
settimane non sono di certo mancati e l’Autunno freddo e piovoso è
arrivato portando con sé i primi malanni di stagione.
Alle prime avvisaglie di influenza, subito
porto in tavola la mia “minestrina medicina” che poi, oltre a fare bene,
ci piace tanto!
INGREDIENTI x 4
1 cipolla grande
3 spicchi d’aglio
2 cucchiaini di dado vegetale fatto in casa (in alternativa 1 carota tagliata a dadini e 1 costa
di sedano intera da eliminare a fine cottura)
Erbe aromatiche possibilmente fresche:
2 rametti rosmarino, 2 di timo, 2 di maggiorana, 1 piccolissima
cima di origano.
PROCEDIMENTO
Pulisco la cipolla e la taglio a fettine
sottili, la verso nell’acqua e accendo il fuoco a fiamma alta. Quando l’acqua
bolle aggiungo il dado, e il concentrato che ho fatto prima sciogliere in una
tazza con un po’ della stessa acqua bollente. Abbasso la fiamma e faccio
cuocere mezz’ora. Assaggio di sale e se necessario aggiusto,
preferibilmente usando quello aromatizzato.
Pulisco e taglio a metà i tre spicchi
d’aglio, tolgo l’anima e ne spremo due (se l’aglio vi fa male potete evitare di
spremerlo per poi poterlo togliere agevolmente).
Preparo gli spaghetti e li verso insieme
all’aglio. Porto a cottura e aggiungo le erbe aromatiche, se fresche, con
tutto il rametto in modo da creare l’infuso ma poterle togliere
successivamente, altrimenti ne metto in tutto un paio di cucchiaini scarsi di
quelle secche.
"Santa Lucia: il giorno più corto che
ci sia"...non tutti sanno che la ricorrenza ha antiche radici pagane,
risale infatti ai riti Eleusini. Lucia (non a caso, da lux-cis), altro non è
che la riproposizione cristiana della dea greca Demetra (Cerere per i Romani),
dea dei raccolti e della luce, appunto. Da qui il simbolismo giunto fino ai
giorni nostri, e vivo a Palermo oggi, come un tempo ad Eleusi, del grano e
degli occhi, come ancora viva qui l'usanza di non mangiare prodotti fatti con la farina,
ma solo con i chicchi come grano e riso (la cuccia e le arancine), che sono frutto diretto della Terra, in onore della dea, per
propiziarsi abbondanti raccolti e il ritorno della Luce.
Un profumato piatto di mezza stagione, con
l’incontro tra la zucca e il peperone.
Questo mese il tempo è stato “incerto”
passando repentinamente da giornate praticamente estive a giornate fredde e
piovose come quella di oggi, e la natura ci viene in aiuto.
Il peperone contiene
sali minerali, in particolare buone quantità di potassio, importante per
combattere il caldo, vitamina A, ma soprattutto vitamina C in quantità
superiori anche agli agrumi, questo gli conferisce proprietà antiossidanti.
La zucca ricca di
beta-carotene, fa bene alla pelle che in questo periodo passa dal sole al vento
e al freddo, e alla vista, è utile contro i parassiti intestinali ed è
anch’essa una buona fonte di potassio.
Ma oltre ad essere sana questa crema è
buona, dolce, profumata e avvolgente, si può mettere in tavola
accompagnata da dei crostini o usarla per condire pasta, riso o farro.
Ingredienti
Zucca
2 carote
2 cipolle
3 peperoni
1 cm di zenzero fresco
curcuma
cannella
Procedimento
Lavo e taglio a pezzetti tutti gli
ingredienti.
Soffriggo la cipolla con dell’olio e
aggiungo prima le carote, poi i peperoni e per ultimo la zucca, aggiungo il
sale e il pezzetto di zenzero, mescolo, chiudo il coperchio e quando raggiunge
il bollore porto al minimo la fiamma. Lascio cuocere una ventina di minuti, se
necessario aggiungo poca acqua.
Frullo tutto con il mixer a immersione.
Infine metto la curcuma in polvere e una grattuggiata di cannella.
Le patate, bontà infinita, ingrediente dai
mille risvolti culinari sono ricche di proprietà, ma è bene non abusarne.
Nonostante l’idea
che possano essere ingrassanti, le patate sono dei carboidrati complessi il che
significa che gli zuccheri in esse contenuti, vengono assorbiti gradualmente
non provocando sbalzi glicemici, ciò è da considerarsi un bene sia per chi ha
problemi di glicemia, che per chi deve tenere a bada la fame.
Le patate inoltre
contengono una buona quantità di potassio, per cui si possono considerare un
aiuto contro la ritenzione idrica e l’ipertensione. E ancora, sono ricche di
vitamina C che come sappiamo è un antiossidante e aiuta il buon funzionamento
delle articolazioni. E’ consigliabile cuocerle con la buccia, perché è li che
si trovano la maggior parte dei nutrienti (va da sé che per questo è necessario
che siano biologiche).
Ma non è finita: le
patate hanno un potere disinfiammante per tutto l’apparato digerente, non ho
provato personalmente ma in diversi articoli ho letto che l’acqua di patate
sarebbe un ottimo rimedio per problemi allo stomaco.
Il suo potere
disinfiammante è facilmente sperimentabile quando ci si brucia, infatti se si
applica prontamente sulla zona una patata tagliata, si allevia subito il dolore
e si evita l’insorgere della tipica bolla da ustione. Personalmente quando i
bambini erano piccoli trovavo efficace utilizzare l’amido di patate per gli
arrossamenti della pelle.
Perché non abusarne?
Come ho imparato dalle mie ricerche sulle proprietà di alimenti, essenze e
piante “Tutto è veleno: nulla esiste di non velenoso. Solo la dose
fa in modo che il veleno non faccia effetto” (Cit. Paracelso).
Nonostante tutte le
sue qualità benefiche, la patata contiene solanina e piccolissime quantità
atropina, la prima da alcuni studi sembra avere qualità antitumorali, la
seconda antispastiche, ma entrambe le sostanze sono estremamente tossiche se
assunte in quantità eccessive.
la solanina è
maggiormente presente nelle patate germogliate e in quelle con delle parti
verdi che sarà meglio destinare alla compostiera. Il miglior modo per evitare
appunto che germoglino o diventino verdi, è quello di conservarle in un
luogo fresco asciutto e buglio, io le metto ben chiuse nei sacchetti di
cartoncino riutilizzabili che danno nei negozi o al supermercato. Ma ora veniamo alla nostra ricettina
gustosa, nel titolo ho scritto patatine perché è così che le chiamano i
bambini, che le amano come quelle fritte.
Quando finalmente ho deciso di provare le
patate rosse chiedendo quale particolarità avessero, la ragazza del mercato mi
rispose serafica: “ma niente sono uguali, solo cuociono prima e fanno una bella
crosticina”… soloooo? Beh, qualità di tutto rispetto per una patata direi
^_^
Mettere a bollire una pentola di acqua,
sbucciare le patate e tagliarle a spicchi, tuffarle nell’acqua bollente,
chiudere il coperchio, aspettare una trentina di secondi da quando l’acqua
torna a bollore e scolarle.
Condire le patate con olio cipolla
tagliata sottile, curcuma e sale aromatizzato. Versare in una teglia e
infornare a 230° finche le patate non saranno ben dorate (nel mio forno ci
vogliono circa 35 min).